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domenica 16 marzo 2014

Europa e Mediterraneo

Giorno 12 Marzo si è dato luogo all'incontro, dal titolo "Europa e Mediterraneo", tematica scelta sia in preparazione al Congresso Nazionale, sia per essere condivisa con tutti i gruppi fuci calabresi, riuniti a Cosenza, in occasione dell'assemblea regionale. Questo evento, che ha coinvolto un gran numero di studenti e docenti dell'Unical, è stato moderato dal professore Matteo Marini, ordinario di Teorie dello Sviluppo Economico e dal professore Alberto Ventura, ordinario di Storia dei Paesi Islamici.

Il primo intervento è stato di genere economico, sviluppato infatti dal Prof.Marini, il quale ha elaborato uno schema, approfondendo:
  • i fattori che hanno permesso di creare le opportunità di scambio;
  • lo stato di questi scambi commerciali;
  • conclusioni politiche. 
Solitamente l'arretratezza economica è considerata come un fattore negativo, ma essa può offrire dei vantaggi, considerando il fatto che le distanze tra i popoli si sono ridotte e si usufruisce in modo maggiore dello sviluppo tecnologico. Il problema di fondo riguarda il dualismo tra paesi ricchi e paesi poveri. Se si riuscisse a conciliare il capitale dei primi, più la forza lavoro dei secondi, tutti potrebbero guadagnare e ottenere vantaggi comparati.
Riguardo la situazione attuale bisogna evidenziare che il Mediterraneo, non è un'area circoscritta, ma si estende sia verso occidente che oriente, in cui si possono individualizzare quattro aree predominanti, quali:
  1. Algeria, Libya,Niger
  2. Tunisia,Marocco,Egitto
  3. Giordania,Israele,Libano,Syria 
  4. Balcani
L'Europa per favorire questi scambi dovrebbe innanzitutto creare aree di libero scambio; sviluppare imprese in territori fertili; agevolare la mobilità, quindi ottimizzare i porti, le strade e tutte le varie reti di comunicazione; aumentare i finanziamenti nel sud Mediterraneo. Questa schema economico che apparentemente sembra essere fonte di pace, in realtà deve scontrasi con i vari conflitti sociali e politici che bloccano l'intero sistema.  In particolare l'Italia si trova in uno stadio elementare, il cui potenziale da offrire è enorme, probabilmente perchè offre prodotti di qualità a prezzi elevati. Il problema non deve però essere focalizzato su importazione ed esportazione; l'obiettivo primario è quello di avvicinarsi alle grandi potenze, ma anche a stati in crescita come Tunisia e Marocco, sia a livello geografico che politico, seguendo l'esempio di due acerrime nemiche come Stati Uniti e Cina, il cui è obiettivo è solo quello di arricchirsi e creare fonti di guadagno, mettendo da parte le battaglie passate. L'Europa deve valorizzare il suo patrimonio sia a livello culturale che tecnologico, in modo da attuare dei vantaggi comparati. 
Come suggerisce il Prof.Marini "l'economia va più veloce della politica, bisogna agire, osare con o contro la democrazia." 


Il prof.Ventura ha analizzato questa tematica, partendo da eventi storici passati e rancori attuali, ancora cosi irruenti da ostacolare questi scambi. La globalizzazione esiste da sempre, cambiano sicuramente i modi e le tecniche, ma va di pari passo con l'affermarsi di nuove identità culturali. Essa ha sempre portato benefici, tranne quando sono scoppiate le lotte commerciali, la cui stabilità si è ottenuta attraverso il libero arbitrio.
Il Mediterraneo non è un'isola, ma è un mare chiuso che ha sempre convissuto con altre civiltà, di cui una egemone che ha interceduto nelle comunicazioni "intramediterranee". Infatti un problema di fondo è la comunicazione, che spesso manca per poca conoscenza delle lingue, quali ad esempio latino, turco, arabo solitamente detenute dalle civiltà predominanti. Questa unità si è spezzata con il tempo e ha lasciato spazio alla rete americana, ma soprattutto internet. Questo nuovo mezzo di comunicazione, o meglio lingua del Mediterraneo, dovrebbe essere uno stimolo maggiore per i giovani, a cui è offerta l'opportunità di responsabilizzarsi e rinnovare i metodi di scambio in campo economico e turistico.
I fattori più rilevanti in questo caso, sono:
  1. Religione
  2. Politica
  3. Cultura
Di queste tre componenti si possiedono ideologie sbagliate, in quanto si tende sempre a condurre una conoscenza superficiale dell'altro. Infatti lo scambio non deve essere solo di tipo commerciale, ma reale e concreto.  "Cosa manca? la capacità e il coraggio di rilanciare" afferma il prof.Ventura. Bisogna rilanciare, cercando di aprirsi all'altro, con la consapevolezza che esistono elementi di divisione e senza alcuna pretesa di eliminare il diverso, bensì convivere, arrivare a punti in comune, ma partendo sempre dalle disuguaglianze. David Abulafia, storico britannico, ha pubblicato diversi libri sulla storia del Mediterraneo, mettendo l'uomo al centro di esso e proiettandolo verso una nuova accoglienza.

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